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05 febbraio 2026
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La transizione energetica dell’Ungheria: ambiziosa sulle rinnovabili, attraente per gli investitori

Gergely Horváth | Attorney at Law | Schoenherr Hungary
Daniele Iàcona | Head of Italian Hub at Schoenherr

Il settore energetico ungherese sta attraversando una trasformazione profonda. Un tempo fortemente dipendente dalle fonti convenzionali, il Paese è emerso come leader regionale nello sviluppo dell'energia solare.

Per gli investitori alla ricerca di opportunità nell'Europa centrale, l'Ungheria offre uno scenario particolarmente interessante, caratterizzato da obiettivi ambiziosi sulle rinnovabili e da un mercato dello stoccaggio in rapida evoluzione.

L'elettrificazione e la reindustrializzazione stanno trainando un aumento strutturale della domanda di elettricità. Questa tendenza è emersa con forza nel corso dell'ultimo mese: il freddo intenso ha portato alla rottura di record storici di carico del sistema in più occasioni, evidenziando la necessità urgente di nuova capacità di generazione e di bilanciamento.

Una storia di successo del solare, ma con squilibri strutturali

Il percorso di sviluppo delle rinnovabili in Ungheria è stato notevole, anche se piuttosto sbilanciato. La Strategia Energetica Nazionale fissava inizialmente un obiettivo di 6 GW di capacità fotovoltaica entro il 2030, un traguardo che allora sembrava ambizioso.

Già nel 2025, tale soglia è stata superata, con una capacità FV installata lorda superiore a 9 GW. Il nuovo obiettivo per il 2030 è ora fissato a 12 GW, e vi è ampia fiducia che questo traguardo possa essere raggiunto.

Questa corsa all'oro del solare ha però messo in luce vulnerabilità strutturali del sistema energetico ungherese. Lo sviluppo delle rinnovabili si è concentrato quasi esclusivamente sul fotovoltaico, senza un parallelo sviluppo di tecnologie complementari come l'eolico o l'idroelettrico.

Questo squilibrio ha creato un bisogno urgente di soluzioni di accumulo energetico su larga scala, in grado di stabilizzare una rete sempre più dipendente da una generazione solare intermittente.

È importante sottolineare che non sono più disponibili tariffe feed-in o contratti per differenza (CfD) per i nuovi impianti rinnovabili: i futuri progetti dovranno quindi essere sviluppati su base puramente "merchant". Le principali eccezioni sono rappresentate dai sistemi di accumulo elettrico, che continuano a beneficiare di meccanismi di supporto dedicati.

I sistemi di accumulo a batteria (BESS) al centro della scena

I BESS sono diventati una priorità strategica per la transizione energetica ungherese. Attualmente sono operativi circa 60–70 MW di capacità di stoccaggio, con altri 550 MW già autorizzati e attesi in esercizio entro metà 2026. L'obiettivo del governo è raggiungere 1 GW di capacità installata entro il 2030.

Il mercato è oggi fortemente influenzato dal programma di sussidi METÁROLÓ, nell'ambito del Recovery and Resilience Facility (RRF) europeo, che prevede un contributo CAPEX a fondo perduto combinato con un CfD decennale per la realizzazione di 600 MW di nuovi sistemi utility-scale.

Sebbene la finestra di candidatura sia chiusa e la scadenza per l'entrata in esercizio commerciale sia fissata al 30 aprile 2026, gli operatori di mercato prevedono una seconda tornata di finanziamenti nella seconda metà del 2026.

Ulteriori incentivi sono disponibili tramite il Piano Jedlik Ányos, che consente alle PMI di ottenere sussidi CAPEX a fondo perduto tra il 30% e il 50% per sistemi di accumulo elettrico e termico behind-the-meter.

Inoltre, una nuova deduzione dall'imposta sulle società, introdotta quest'anno, permette alle imprese di dedurre fino al 50% dei costi ammissibili per nuovi investimenti in accumulo elettrico, con benefici ripartibili su un massimo di sei esercizi fiscali. Le nuove installazioni BESS beneficiano anche di una parziale esenzione dagli oneri di rete fino alla fine del 2026.

Vincoli di rete: il vero collo di bottiglia

La sfida più rilevante per gli investitori è rappresentata dalle limitazioni infrastrutturali della rete elettrica ungherese. Il mercato attende da tempo il primo ciclo del nuovo meccanismo competitivo di allocazione della capacità di rete, ora previsto per il secondo trimestre 2026. I ripetuti ritardi hanno di fatto impedito agli sviluppatori di ottenere nuovi diritti di connessione per diversi anni.

Nel nuovo quadro regolatorio, le capacità disponibili saranno assegnate tramite gare competitive a livello nazionale, organizzate almeno ogni due anni. Un comitato di cinque membri valuterà le offerte attraverso un sistema di punteggio articolato, privilegiando i progetti che:

  • si impegnano a installare capacità di accumulo o di bilanciamento superiori ai minimi richiesti;
  • integrano tecnologie ibride per migliorare le performance;
  • offrono garanzie finanziarie superiori al minimo legale;
  • presentano un minore impatto ambientale.
  • Nel frattempo, le autorità di regolazione hanno incoraggiato l'utilizzo di punti di connessione esistenti ma sottoutilizzati, favorendo progetti co-localizzati o ibridi. Questo ha creato opportunità per configurazioni innovative fotovoltaico-storage e per schemi di autoconsumo industriale.

Il ritorno dell'eolico: fine di una moratoria decennale

In una significativa inversione di rotta, lo sviluppo dell'energia eolica è tornato possibile dopo circa dieci anni di posizione restrittiva da parte del governo. Questo segna un cambiamento importante nella strategia energetica ungherese e apre nuove opportunità per gli investitori interessati a diversificare i portafogli oltre il solare.

In particolare, l'Ungheria è tra i primi Stati membri dell'UE ad aver designato aree di accelerazione per le rinnovabili, con 8 zone individuate per lo sviluppo di turbine eoliche. Questa innovazione regolamentare semplifica le procedure autorizzative e indica chiaramente che i progetti eolici saranno prioritari nei futuri bandi per la capacità di rete.

Biogas e biometano: una priorità crescente

Sono in corso importanti iniziative per espandere la capacità di produzione di biogas e biometano. Nel 2025, il Ministero dell'Energia ha annunciato un nuovo schema di sussidi nell'ambito del Piano Energetico Jedlik Ányos, che prevede circa 100 milioni di euro in contributi CAPEX a fondo perduto, con intensità di aiuto tra il 45% e il 65%.

Il programma sostiene investimenti lungo l'intera catena del valore del biogas e del biometano. A complemento dei sussidi statali, e per facilitare l'integrazione nel sistema del gas naturale, ai produttori di biometano è garantito l'accesso prioritario alla rete.

Nucleare e fonti convenzionali

Il futuro energetico dell'Ungheria non sarà esclusivamente rinnovabile. Il gruppo statale MVM sta costruendo Paks II, una centrale nucleare da 2.400 MW che rafforzerà in modo significativo la capacità di baseload del Paese. Inoltre, sono in sviluppo due nuove centrali a ciclo combinato a gas (CCGT) da circa 500 MW ciascuna, destinate a sostituire impianti risalenti agli anni '70.

La recente cooperazione nucleare tra Stati Uniti e Ungheria ha inoltre avviato discussioni preliminari sui small modular reactors (SMR), sebbene i dettagli siano ancora limitati. Gli investitori dovranno monitorare attentamente l'evoluzione del quadro normativo, mentre il governo punta all'approvazione parlamentare per avviare la pianificazione nazionale sugli SMR.

Contatti:

Gergely Horváth | Attorney at Law | Schoenherr Hungary
T: +36 70 367 1112 | E: ge.horvath@schoenherr.eu

Daniele Iàcona | Head of Italian Hub | Senior Attorney at Law
T: +40 733 730 119 | E: d.iacona@schoenherr.eu

 

 


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